Manfredonia

"Io mi volsi ver lui e guardail fiso: biondo era e bello e di gentile aspetto, ma l'un de' cigli un colpo avea diviso. Poi sorridendo disse: Io son Manfredi, nepote di Costanza imperadrice"

Manfredonia deve il suo nome a Manfredi di Sicilia, figlio dell’imperatore Federico II, che la fondò nel XIII secolo dopo la distruzione dell’antica città di Siponto. Il suo fondatore, il “biondo e bello e di gentile aspetto” re Manfredi, amò tanto la terra di Puglia ed in particolare la Capitanata, da renderla immortale per avervi realizzato numerose opere. ” Se il Signore”, disse Federico, “avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui”. Il territorio del comune è caratterizzato sia dalla bassa costa sabbiosa del golfo di Manfredonia, sia per la natura montuosa della parte settentrionale, inclusa nel Parco Nazionale del Gargano. Molto diffusi il fico d’India , la ferula , l’asfodelo, la calendula , la ruchetta selvatica , lo zafferano giallo .

Numerosi reperti, tra i quali i più significativi sono le stele daunie, lastre funebri scolpite dell’VIII – VI secolo a.C., attestano che la piana a sud del Gargano era abitata sin da epoca neolitica. L’area fu sede di un importante insediamento dauno, Siponto, che in seguito fu ellenizzato, diventando uno dei porti più settentrionali della Magna Grecia.

Lo stemma tradizionale riporta la scritta S. P. Q. S. (Senatus Populusque Sipontinus), sormontata da corona, e raffigura il vescovo san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto, su un cavallo bianco, mentre attraversa un ponte, sotto il quale si trova un drago. Per memoria della leggenda che nel 552 volle un incontro tra Totila e San Lorenzo Maiorano, il re goto gli mandò un cavallo selvaggio che non obbediva a nessuno, ma inspiegabilmente Lorenzo lo domò e ottenne che Siponto venisse risparmiata dalla distruzione. Il gonfalone, di colore azzurro, riporta nel centro la scritta “Città di Manfredonia” e lo stemma comunale.

 

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